Sanità Pubblica e Privata: Due Pesi, Due Misure? Il Caso di Trapani e la Necessità di Riforme Strutturali
- SIOD
- 19 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Nei giorni scorsi, la sanità siciliana è stata nuovamente colpita da un caso imbarazzante e doloroso: la notizia del grave ritardo nella consegna dei referti istologici a Trapani ha suscitato sdegno e preoccupazione, tanto da richiedere l'intervento immediato degli ispettori del Ministero della Salute (Articolo ANSA notizie). Il fatto che questi ritardi possano avere un impatto devastante sulla diagnosi e sulla tempestività delle cure, soprattutto in campo oncologico, è qualcosa di inaccettabile in un Paese che si proclama attento alla tutela della salute pubblica.
Tuttavia, questa vicenda evidenzia una realtà che noi professionisti sanitari denunciamo da anni: la mancanza di formazione, organizzazione e protocolli rigorosi nelle strutture pubbliche, con il risultato di inefficienze che mettono a rischio la salute dei cittadini. Mentre gli ambulatori privati e convenzionati sono sottoposti a una serie infinita di verifiche, ispezioni, sanzioni e obblighi formativi, la Pubblica Amministrazione sembra immune agli stessi standard di rigore e qualità.
Il Paradosso della Sanità Italiana: Controlli Rigidi sui Privati, Lassismo nel Pubblico
Gli ambulatori odontoiatrici e medici privati accreditati sono chiamati - giustamente - a rispettare protocolli stringenti di gestione, formazione e qualità delle cure. Siamo obbligati a:
Redigere organigrammi, mansionari e protocolli interni dettagliati per garantire processi chiari e standardizzati;
Eseguire audit periodici per verificare l'efficacia dei percorsi di cura;
Aggiornare continuamente il personale con corsi obbligatori su BLSD, sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08), privacy, gestione e management;
Adottare procedure rigorose per la tracciabilità dei processi sanitari, al fine di ridurre al minimo il rischio di errori organizzativi.
Eppure, quello che nel privato è la norma, nel pubblico sembra un’eccezione. Il caso di Trapani non è isolato: ritardi nelle diagnosi, liste d’attesa infinite e processi organizzativi carenti sono problemi strutturali della sanità pubblica, che emergono solo quando il danno è ormai fatto.
La Necessità di un Cambio di Paradigma
La sanità italiana deve smettere di applicare il principio dei "due pesi e due misure". Non è accettabile che il settore privato sia sottoposto a una pressione costante, mentre nella sanità pubblica ci si trovi spesso di fronte a situazioni di lassismo organizzativo e burocratico che compromettono l’efficacia del sistema.
Come Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica (SIOD), chiediamo che la Pubblica Amministrazione adotti gli stessi standard organizzativi imposti ai privati. Perché la sanità pubblica non deve essere obbligata ad audit periodici, formazione continua, aggiornamento dei protocolli e verifiche stringenti come accade nel privato? Se si applicassero ovunque gli stessi parametri di gestione e qualità, episodi come quello di Trapani sarebbero evitabili.
Il Ministero della Salute e le Regioni devono assumersi la responsabilità di una riforma strutturale: non servono solo ispettori che intervengano a danno fatto, servono modelli organizzativi efficienti, responsabilità dirette e un sistema di gestione dei rischi realmente applicato.
I cittadini meritano una sanità che funzioni sempre, non solo quando scoppia il caso mediatico di turno.
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